Disturbi

Insonnia

Si definisce insonnia la sensazione oggettiva di non trarre beneficio dal sonno. Il sonno è uno stato contrapposto alla veglia dovuto all’attivazione di specifici centri nervosi situati nel tronco encefalico. Una persona trascorre in questo stato circa un terzo della propria vita.

Il sonno si divide in due fasi principali:

  • il sonno lento (o profondo), in cui avviene un progressivo rallentamento delle attività cerebrali;
  • il sonno REM (Rapid Eyes Movement), nel quale si verificano i sogni.

Queste due fasi si alternano dalle 4 alle 6 volte nel corso della notte.

Perché il sonno è così importante?

Gli effetti della deprivazione ipnica sono stati oggetto di numerosi studi clinici, che hanno portato alla conclusione che la mancanza di sonno è strettamente correlata con lo squilibrio mentale.

Tra gli effetti più frequenti che l’insonnia comporta troviamo la difficoltà di concentrazione, il calo dell’attenzione, aggressività e nervosismo, vuoti di memoria e, nei casi limite, psicosi.

Un individuo adulto ha bisogno in media di 8 ore di sonno al giorno; anche se ad alcune persone ne bastano meno, senza che questo provochi conseguenze. In questi casi si parla di “insonnia sana”.

L’insonnia fa parte delle dissonnie, un tipo di disturbi del sonno dovuti all’alterazione della qualità del riposo e viene generalmente classificata tenendo conto di almeno tre parametri.

1. La durata

In base al lasso di tempo in cui si sperimenta, l’insonnia si può classificare in:

  • Occasionale: da una a tre notti. Spesso è associata a periodi di tensione emotiva come problemi lavorativi o familiari.
  • Transitoria: da tre notti a tre settimane.
  • Cronica: durata superiore alle 3 settimane.

2. Le cause

  • Insonnia primaria: non è legata ad altre condizioni fisiche. I soggetti sono i cosiddetti “cattivi dormitori”, che presentano un sonno normale dal punto di vista della durata, ma alterato per quanto riguarda la qualità, con difficoltà del rallentamento delle funzioni cerebrali durante il sonno “lento” e valori vitali superiori alla norma.
  • Insonnia secondaria: legata ad altre condizioni che ne provocano la comparsa. Tra le altre: turni lavorativi, malattie psichiatriche, abuso di sostanze stimolanti, gravidanza, lesioni cerebrali.

3. Il tipo

  • Insonnia iniziale: l’individuo fatica ad addormentarsi, con conseguente irritazione e disagio.
  • Insonnia centrale: caratterizzata da numerosi risvegli durante la notte.
  • Insonnia terminale: risveglio precoce, tipico degli anziani oltre i 65 anni.

A livello fisiologico, il ritmo sonno-veglia è regolato da una sostanza fondamentale: la melatonina.

Isolata per la prima volta nell’Università di Yale dal dermatologo Aaron Lerner, la melatonina è un ormone che viene prodotto spontaneamente dall’epifisi, una ghiandola posta alla base del cervello. È definita una sostanza “intelligente” in quanto regola la propria produzione in base a fattori esterni, nello specifico la luce e il buio.

Durante il giorno i livelli di melatonina restano relativamente bassi, per innalzarsi progressivamente verso sera, raggiungendo il livello massimo intorno alle 4 di mattina; la melatonina infatti segue un vero e proprio ritmo circadiano. Con l’avanzare dell’età la produzione di melatonina cala, a causa della calcificazione dell’epifisi: ciò provoca l’aumento dell’insonnia con conseguente sfasamento del ritmo sonno-veglia.

CAUSE

Si possono distinguere le cause dell’insonnia in tre categorie principali:

  • Insonnia situazionale. Dovuta alla presenza di elementi di disturbo interni o esterni all’individuo, come il jet lag, i rumori forti, la temperatura inadeguata, l’assunzione di sostanze, il dolore fisico, etc.
  • Insonnia non situazionale primaria. Non legata o concomitante ad altre condizioni che potrebbero essere potenzialmente associate ad essa. È dovuta ad esempio ad una scorretta igiene del sonno (cattive abitudini) o ad alterazioni del ritmo circadiano (sonno-veglia).
  • Insonnia non situazionale secondaria. Associata a disturbi psichiatrici, neurologici o internistici, come depressione, demenza, reflusso gastrico, etc.

SINTOMI

I sintomi dell’insonnia si dividono in:

Notturni:

  • Difficoltà ad addormentarsi
  • Sonno frammentato e discontinuo
  • Risveglio precoce

Diurni:

  • Nervosismo e irritabilità
  • Calo della concentrazione
  • Scarso rendimento nelle attività lavorative e non
  • Stanchezza e torpore

DIAGNOSI

La diagnosi di insonnia viene fatta mediante un esame specifico, la polisonnografia.

Comprende elettroencefalogramma (EEG), elettrooculogramma (EOG), l’analisi dei movimenti di addome e torace, la saturazione di ossigeno nel sangue e altri parametri atti alla valutazione della qualità del sonno.

PREVENZIONE E REMEDI

Per prevenire l’insorgere dell’insonnia si devono seguire in primis le norme di igiene del sonno:

  • Cercare di addormentarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora
  • Se si svolge attività fisica, praticarla di mattina e non di sera
  • Dormire in un ambiente in cui la temperatura sia di circa 18° e non ci siano rumori forti
  • Evitare gli stimolanti (caffè, zucchero, nicotina) prima di coricarsi
  • Non fumare (i fumatori sono più soggetti a disturbi del sonno)

Le tecniche di rilassamento (meditazione, yoga, training autogeno) inoltre, rappresentano un valido aiuto per la cura dell’insonnia.

Anche l’assunzione di sostanze come valeriana, melatonina e tiglio possono aiutare l’organismo a regolare il sonno, specie in stati di nervosismo, ansia e stress.

In particolare, il tipo Valeriana Officinalis è riconosciuto da varie Commissioni Scientifiche Europee ed è inserito anche nel PDR (Phisician Desk Reference) tedesco for Herbal Medicines, che la indica soprattutto negli stati di nervosismo ed insonnia, ma anche in altre situazioni quali: deficit di concentrazione, mal di testa da stress, stati mestruali, di agitazione, nevralgia, nevrosi gastrica.

E il tiglio estratto secco è utilizzato nella fitoterapia per combattere insonnia, tachicardia, nervosismo e mal di testa, dovuto a stati d’ansia e di stress, perché svolge un’azione rilassante.

ALIMENTAZIONE CONSIGLIATA

Oltre ad integrare la dieta con valeriana e tiglio, combattere l’insonnia è possibile con l’assunzione di triptofano, un amminoacido essenziale da cui derivano la melatonina, ormone che regola il ritmo sonno-veglia, e la serotonina, il neurotrasmettitore deputato alla regolazione dell’umore.

Il triptofano non può essere sintetizzato dall’organismo, per cui viene introdotto nel corpo con gli alimenti.

 I cibi con alte concentrazioni di triptofano sono:

  • Latte e formaggi
  • Avena
  • Alcuni pesci
  • Cioccolato
  • Arachidi
  • Banane

COME INTEGRARE LA DIETA NATURALE

NOCTAVAL CM è un integratore alimentare a base di Valeriana radice estratto secco, Melatonina e Tiglio inflorescenza. La Valeriana è utile negli stati di tensione nervosa. La Melatonina contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno. Il Tiglio favorisce la calma ed il sonno.

La presenza contemporanea di questi tre componenti permette a NOCTAVAL CM di favorire l’induzione del sonno (grazie alla presenza della melatonina e del tiglio inflorescenza) e di migliorare la qualità del sonno (grazie alla presenza della valeriana).

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