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Stress ossidativo

Il termine “stress ossidativo”, entrato negli ultimi anni nel lessico biomedico quotidiano, indica l’insieme delle alterazioni che si producono nei tessuti, nelle cellule e nelle macromolecole biologiche quando queste rimangono esposte ad un eccesso di agenti ossidanti.

In altre parole, possiamo definire lo stress ossidativo come un disturbo caratterizzato da un danno cellulare, causato da un eccesso di molecole “instabili”, denominate radicali liberi, e prodotte a livello cellulare quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione).

Ma non va dimenticato che un’azione ossidante è posseduta anche da agenti non radicalici (ad es. l’acqua ossigenata) e dalle radiazioni ionizzanti. Nel nostro organismo esiste un equilibrio fra la produzione e lo “smaltimento” dei radicali liberi, il cosiddetto equilibrio ossido riduttivo o equilibrio redox.

Tuttavia, se il livello di radicali liberi supera la capacità di neutralizzazione da parte dei sistemi antiossidanti, si verifica lo stress ossidativo, in cui le difese antiossidanti dei tessuti sono superate dalla reattività dei radicali liberi.

Per stress ossidativo si intende proprio uno sbilanciamento tra la produzione di radicali liberi e le difese antiossidanti dell’organismo.

I radicali liberi provocano processi di ossidazione a vari livelli:

  • ossidano i lipidi delle membrane cellulari determinando alterazioni funzionali delle cellule;
  • ossidano le lipoproteine a bassa densità (LDL), che diventano LDL ossidate che, a loro volta, danneggiano l’integrità dei vasi;
  • ossidano gli acidi nucleici (DNA e RNA), con danneggiamento a carico del materiale genetico (le mutazioni del codice genetico sono spesso associate all’insorgenza del tumore);
  • ossidano le proteine in genere con conseguenti danni strutturali e funzionali all’organismo.

Le reazioni di stress ossidativo possono accelerare l’invecchiamento cellulare e, negli ultimi anni, è emersa in particolare la loro rilevanza nelle patologie a base infiammatoria, nell’insufficienza renale cronica, nel diabete, nell’ischemia, nelle malattie cardiovascolari e in alcune malattie neurodegenerative.

CAUSE

Lo stress ossidativo nasce da uno sbilancio del rapporto tra la produzione di radicali liberi e la relativa neutralizzazione metabolica.

Tra i fattori che determinano lo stress ossidativo troviamo:

  • fattori esterni
    • chimici (farmaci, droghe, alcol, fumo, ecc.)
    • fisici (radiazioni)
  • fattori interni
    • biologici (malattie infettive, sindrome metabolica, ansia, stati depressivi, ecc.)

I fattori esterni maggiormente responsabili dello stress ossidativo sono:

  • Denutrizione e dieta errata
  • Fumo di sigaretta ed altri inquinanti (fumo di sigaretta, insetticidi, pesticidi, prodotti da lavorazioni industriali ecc.) che hanno un comune denominatore: aumentano lo stress ossidativo.

DIAGNOSI

Gli esami del sangue per misurare lo stress ossidativo comprendono indagini di laboratorio (test per quantificare i radicali liberi e agenti antiossidanti) che possono inquadrare il problema e, ove è possibile, riportare, con opportune terapie antiossidanti, l’equilibrio nell’organismo.

In particolare, in laboratorio si esegue:

  • il BAP Test (Biological Antioxidant Potential) che misura la componente globale antiossidante nel sangue
  • il d- ROMs Test (Metaboliti reattivi dell’Ossigeno) che misura lo stato di ossidazione del sangue

In genere, valori elevati del d-ROMs test si riscontrano in persone esposte a fattori di rischio per lo stress ossidativo come:

  • fumo, alcol, esercizio fisico inadeguato, diete quanti/qualitativamente sbilanciate
  • patologie associate ad alterazioni del bilancio ossidativo (es. malattie cardiovascolari, disordini neurodegenerativi, sindrome metabolica, tumori, ecc.)
  • trattamenti in grado di aumentare il livello di specie ossidanti (es. contraccettivi orali, radio/chemioterapici, dialisi, interventi di by-pass, ecc.)

PREVENZIONE E RIMEDI

Contro lo stress ossidativo, bisogna in primis disintossicare l’organismo dagli effetti dei radicali liberi, proteggere quindi le cellule e contrastare gli effetti tossici di fumo, alcol e diete errate.

In particolare, il Glutatione (GSH) e la Vitamina E, sono sostanze antiossidanti che contrastano maggiormente lo stress ossidativo.

Il Glutatione (GSH)

E’ il più potente antiossidante naturale che rende inattivi i radicali liberi, riducendo così lo stress ossidativo.

Il Glutatione è un tripeptide (3 aminoacidi) naturale costituito da cisteina, acido glutammico e glicina, presente in tutte le cellule dell’organismo e prodotto, essenzialmente, dal fegato. Tra le varie azioni interviene sul sistema immunitario, migliora l’utilizzo e la biodisponibilità del ferro ingerito con gli alimenti.

Oltre all’azione antiossidante il Glutatione esercita anche un’azione disintossicante da sostanze esogene come, per esempio, l’alcol, i farmaci, gli alimenti, gli inquinanti ambientali (fumo di sigaretta, gas di scarico, disinfettanti ecc.), nitriti, nitrati (usualmente impiegati negli insaccati come conservanti), solventi organici, anilina (presenti anche in alcune vernici i cui vapori inaliamo). Anche se il GSH è un costituente endogeno, che l’organismo è in grado di sintetizzare, ci sono varie situazioni in cui i suoi livelli diminuiscono e sono essenzialmente:

  • Età: dopo 40 anni, i livelli di GSH si riducono del 5% ogni decade e questa riduzione si correla anche con un deficit del sistema immunitario.
  • Assunzione di alcol: durante il metabolismo dell’alcol, vengono prodotti intermedi tossici (acetaldeide e radicali liberi), neutralizzati dal GSH. Se, però, la quantità dei metaboliti tossici è eccessiva, il GSH endogeno non è più sufficiente a neutralizzarli, e i livelli di GSH si riducono.
  • Assunzione di farmaci: quasi tutti i farmaci vengono metabolizzati dal fegato in modo più o meno importante. In funzione del tipo di farmaco, del grado di metabolizzazione epatica, della durata della terapia, i sistemi enzimatici ossido-reduttivi vengono ad essere esauriti, il GSH endogeno si “consuma” e si accumulano radicali liberi con conseguente epatopatia.

Vitamina E

E’ la vitamina antiossidante per eccellenza, protegge i lipidi delle membrane cellulari, principale bersaglio dei radicali liberi.

ALIMENTAZIONE CONSIGLIATA

Se si vuole contrastare lo stress ossidativo occorre quindi avere una dieta ricca di vitamine e sostanze antiossidanti, a base quindi di molta frutta e verdura.

E' sempre meglio mangiare il frutto intero nella sua forma naturale, perché molto del suo potenziale antiossidante viene perso quando il succo viene estratto.

Cibi ricchi di glutatione sono avocado, cocomero, asparagi, pompelmo, patate, fragole, pomodori, arance, melone, carote, pesche. Il glutatione si trova inoltre in: lievito, asparagi, pesce, uova, e carni animali.

I pomodori e i derivati contengono un pigmento chiamato licopene che è responsabile del loro colore rosso, ma è anche un potente antiossidante. Il cocomero è un altro frutto ricco di licopene.

Gli agrumi contengono sostanze naturali che sembrano essere importanti nella prevenzione della malattia, come i carotenoidi e i flavonoidi.

Inoltre, gli ortaggi a foglia verde scuro (cicoria, tarassaco, rucola e spinaci), ricchi di clorofilla, aiutano a purificare il sangue dalle tossine e a proteggere il fegato; i carciofi, hanno un effetto depurativo riducendo il livello del colesterolo “cattivo” e dei trigliceridi. Anche il tè, soprattutto quello verde, ha proprietà antiossidanti.

COME INTEGRARE LA DIETA NATURALE

BIOTAD PLUS è un integratore alimentare, costituito da Glutatione e Vitamina E, che svolgono un’attività sinergica, utile per proteggere le cellule dai danni causati dallo stress ossidativo e dai radicali liberi.

BIOTAD PLUS, apportando Glutatione, aiuta il fegato a riprendere la sua normale funzione, con la sua azione antiossidante potenziata dalla Vitamina E. BIOTAD PLUS aiuta a contrastare gli effetti tossici di sostanze quali fumo, alcol e diete errate. La sua formulazione è costituita da bustine contenenti nanosfere inglobate in un microgranulato orosolubile che ne consente l’assorbimento a livello della mucosa orale.

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